Come visitare Angkor Wat: quanti giorni, che pass e come muoversi

Due giorni ad Angkor bastano e il pass conviene prenderlo da tre. Il motorino a Siem Reap non si noleggia: tuk-tuk, e-bike e prezzi reali, più il nuovo aeroporto.

Di Patricia Norrish — 16 Settembre 2026

Come visitare Angkor Wat: quanti giorni, che pass e come muoversi

Due giorni ad Angkor bastano. Il pass conviene comprarlo da tre giorni anche se ne usi due, perché costa meno di due biglietti giornalieri. E il motorino a Siem Reap non puoi noleggiarlo, anche se qualcuno te lo affitta lo stesso.

Questo articolo lo scrivo io, Patricia, coordinatrice di Pianeta Ferra. Ad Angkor ci sono stata nel febbraio 2023, due giorni di templi, con un'amica, dormendo in ostello a Siem Reap. Le foto sono mie. Il racconto è quello che ho vissuto, i numeri li ho ricontrollati uno per uno prima di pubblicare, perché da quando ci sono stata due cose sono cambiate parecchio e te le trovi davanti appena atterri.

Angkor Wat in controluce all'alba, con il cielo rosa e arancione e le palme da zucchero in primo piano
Angkor Wat all'alba dalla vasca nord, 18 febbraio 2023.

Quanti giorni servono ad Angkor

Due. Tre se ti piace davvero l'archeologia e vuoi prenderti tempo sui templi lontani. Oltre, secondo me, ti stanchi: il parco è immenso, fa un caldo umido costante, e dopo un po' i templi iniziano ad assomigliarsi.

Noi abbiamo fatto due giorni pieni. Il primo in tuk-tuk, sui templi del circuito principale, il secondo in motorino spingendoci fino a quelli lontani. Se hai solo un giorno lo puoi fare, ma corri, e ad Angkor correre è proprio quello che rovina il posto.

Il pass: prendi quello da tre giorni anche se ne fai due

I biglietti si comprano solo dai canali ufficiali di Angkor Enterprise e costano uguale ovunque:

La cosa che quasi nessuno dice è che i giorni non devono essere consecutivi. Puoi fare un giorno di templi, prenderti un giorno di riposo e tornare, senza pagare due volte. E se fai due giorni come noi, il pass da tre a 62 dollari ti costa meno di due biglietti giornalieri, che sarebbero 74.

Il secondo trucco riguarda l'orario. Se compri il pass da un giorno dopo le 17:00, si attiva subito e vale anche tutto il giorno seguente. In pratica ti guardi il tramonto la sera prima senza pagare nulla in più.

Il biglietto ha la tua foto stampata sopra ed è nominale: ai controlli la guardano davvero, e chi passa il pass a qualcun altro se lo vede sequestrare senza rimborso. I bambini sotto i 12 anni entrano gratis, ma devono avere il passaporto dietro.

Dove si compra: alla biglietteria di Apsara Road, aperta dalle 4:30 alle 17:30, dove ti fanno la foto sul posto; online sul sito ufficiale, caricando tu la foto e ricevendo un QR; oppure ai chioschi automatici dell'Heritage Walk Mall.

Il motorino a Siem Reap non si noleggia

Questa è la cosa più importante dell'articolo, e quando ci sono stata io non la sapevo.

A Siem Reap i turisti non possono noleggiare liberamente un motorino. È una regola locale, che non vale nel resto della Cambogia: nasce dagli incidenti e dalla pressione della categoria dei tuk-tuk, e viene fatta rispettare ai posti di blocco in modo discontinuo. I noleggi che affittano agli stranieri lavorano in una zona grigia.

Noi il secondo giorno abbiamo girato in motorino. Ce l'aveva procurato la mia amica, che dormiva in un altro alloggio, ed eravamo in due sullo stesso mezzo. A livello di libertà è stato bellissimo: ti fermi dove vuoi, resti a un tempio quanto ti pare, prendi le stradine sterrate laterali e ti ritrovi in posti dove non c'è nessuno. Ci è andata bene, ma è andata bene, e non è un consiglio che posso darti.

In posa con il casco accanto allo scooter bianco su una strada sterrata del parco di Angkor
Il nostro secondo giorno, quello del motorino e dei templi lontani.

La buona notizia è che la stessa libertà ce l'hai in un altro modo.

La e-bike, che invece è permessa

Le biciclette elettriche si noleggiano apertamente e legalmente, intorno ai 15 dollari al giorno, di solito dalle 7:00 alle 21:00, con un'autonomia dichiarata di oltre 70 km a carica.

Fai il conto: il grande circuito è circa 26 km, il piccolo circa 17, più 6 km per arrivare dal paese. Ci stai larga anche facendo deviazioni. Quindi hai lo stesso vantaggio del motorino, fermarti dove vuoi e uscire dai percorsi dei tuk-tuk, senza il rischio di trovarti a discutere a un posto di blocco.

Il tuk-tuk, che è quello che abbiamo fatto il primo giorno

Il primo giorno abbiamo preso un tuk-tuk ed è stato molto più comodo. Ti aspetta fuori da ogni tempio per tutto il tempo che vuoi, ti ripara dal sole negli spostamenti, e non devi pensare a dove parcheggiare né a orientarti.

Attenzione a una cosa che cambia completamente i conti: il tuk-tuk si paga a veicolo, non a persona. Noi eravamo in due, quindi il grande circuito ci è costato poco più di dieci euro a testa. Se sei da sola e trovi qualcuno in ostello con cui dividerlo, il prezzo si dimezza ancora.

La bicicletta normale costa 3-6 dollari al giorno ed è la più economica, ma noi l'abbiamo scartata subito: a febbraio il caldo è pesante e le distanze dentro il parco sono lunghe. Se ci vai nei mesi freschi è un'altra storia.

La storia del telefono, e perché il supporto da manubrio è una cattiva idea

Le strade dentro il parco non sono perfette. Avevo il telefono agganciato al supporto sul manubrio per seguire la mappa, abbiamo preso una buca, e il telefono è volato via. Ce ne siamo accorte quasi subito e siamo tornate indietro: non c'era più. Eravamo letteralmente in mezzo al nulla, quindi lì per lì non me lo sono spiegato.

L'ho localizzato con Dov'è. L'aveva raccolto un pescatore che stava tornando a casa. Siamo andate fino alla sua capanna insieme al proprietario del nostro alloggio, che parlava khmer, e alla fine una delle figlie, che parlava inglese, ha convinto il padre a restituirmelo in cambio di soldi.

Finita bene, ma due cose me le sono segnate. La prima è che il supporto da manubrio su quelle strade non tiene: se giri in due mezzi, il telefono sta in tasca o nello zaino e la mappa la guardi da fermo. La seconda è che senza qualcuno del posto che parlasse la lingua quel telefono non lo rivedevo. Se ti succede qualcosa, chiedi aiuto al tuo alloggio prima di provare a risolvere da sola.

Una nota pratica su questo: la mappa offline e la connessione servono davvero, perché dentro il parco il wifi non esiste. Io avevo una eSIM attiva dall'atterraggio, ed è il motivo per cui il telefono l'ho ritrovato. Se vuoi capire quale conviene, ho messo a confronto le principali eSIM da viaggio.

L'alba ad Angkor Wat, raccontata com'è andata

L'alba l'abbiamo fatta, ed è il classico dei classici: il tempio che si specchia sulla vasca d'acqua davanti. Il cielo i suoi colori li ha fatti, rosa e poi arancione dietro le torri. Quello che non abbiamo avuto è la giornata limpida che rende la foto perfetta, con il sole che spunta esattamente dietro la guglia centrale.

Il sole sorge accanto alla torre di Angkor Wat visto dalla galleria esterna del tempio
Poco dopo l'alba, dalla galleria esterna: qui la folla della vasca non c'è più.

Due cose oneste. La prima è che c'è tantissima gente, disposta tutta sullo stesso bordo d'acqua, e per fare la foto aspetti il tuo turno. La seconda è che dal vivo Angkor Wat mi è sembrato più piccolo di come me lo aspettavo dalle immagini, perché nelle fotografie la prospettiva sulla vasca lo ingrandisce.

Detto tutto questo, l'emozione di vederlo dal vivo dopo averlo visto mille volte in cartolina c'è, ed è forte. Se sei lì, l'alba falla, almeno una volta. Sapendo in anticipo come funziona, ci vai con le aspettative giuste e te la godi di più.

Il tempio con gli alberi dentro, e quelli dove non c'è nessuno

Quello che mi ha impressionato di più è il tempio dove gli alberi sono cresciuti dentro le mura, quello che si riconosce dai film. Le radici sono entrate nella pietra e la pietra è cresciuta dentro le radici, e a un certo punto non capisci più dove finisce una e inizia l'altra. Ad Angkor di templi con gli alberi addosso ce n'è più di uno e valgono tutti la sosta, quindi chiedi a chi ti accompagna di portartici: non è una tappa che si improvvisa guardando la mappa.

Grandi radici chiare di un albero cresciute sopra il muro di un tempio di Angkor
Le radici hanno inglobato il muro del tempio.

L'altra cosa che ho imparato è che il parco è talmente grande che l'orario decide che viaggio fai. Se ti sposti quando i pullman sono ad Angkor Wat, certi templi te li giri praticamente da sola. Il consiglio pratico è semplice: fai il contrario di quello che fanno tutti. Se la massa è all'alba ad Angkor Wat, vai prima da un'altra parte e passa da Angkor Wat a metà mattina.

Le torri con i volti scolpiti del Bayon viste dalle pietre crollate del cortile
Il Bayon a metà mattina, quando i pullman sono ancora ad Angkor Wat.

Banteay Srei, che è lontano e va pianificato

Questo è il tempio che mi è rimasto più impresso dopo Angkor Wat, ed è anche quello che rischi di saltare per come è messo.

Banteay Srei è costruito in arenaria rosa, una pietra più dura e più densa di quella grigia usata sui templi del circuito principale. Il risultato è che gli intagli sono molto più profondi e più fini, e dopo mille anni sono ancora nitidi: è del 967, quindi circa un secolo e mezzo più vecchio di Angkor Wat. È piccolo, si gira in poco tempo, e ogni centimetro delle porte e dei frontoni è scolpito.

Il punto è che sta a una trentina di chilometri a nord, fuori sia dal piccolo che dal grande circuito, e ci vogliono 40-50 minuti di strada. Non è una deviazione che fai per caso mentre giri tra i templi: o gliela dedichi mezza giornata, o non la fai. Noi ci siamo andate in motorino la mattina presto del secondo giorno.

Porta in arenaria rosa di Banteay Srei interamente ricoperta di intagli
Banteay Srei: l'arenaria rosa e gli intagli che nessun altro tempio di Angkor ha così profondi.

Prendi una guida, almeno per una giornata

Questo è l'unico rimpianto che mi è rimasto. Noi non l'abbiamo presa, e Angkor è un posto pieno di storia che senza qualcuno che te la racconti resta bellissimo ma muto. Abbiamo capito molto meno di quello che avremmo potuto.

Una guida autorizzata presa in loco costa intorno ai 25-40 dollari per mezza giornata. In alternativa ci sono i tour di gruppo con guida e trasporto inclusi, che partono da circa 12-13 euro a persona per una giornata intera, e i tour privati di due giorni, che stanno sui 130 euro a testa. In tutti i casi il pass d'ingresso è sempre escluso e si paga a parte, quindi mettilo in conto quando confronti i prezzi.

👉 Guarda i tour guidati di Angkor a Siem Reap

Arrivare a Siem Reap: l'aeroporto è cambiato

Io sono arrivata in volo diretto da Bangkok, senza passare da Phnom Penh, e resta il modo più semplice. Sulla tratta ci sono circa 24 voli diretti a settimana, operati da Bangkok Airways, Thai Airways, Cambodia Airways ed Emirates, con un tempo di volo tra un'ora e un'ora e mezza.

Quello che è cambiato è dove atterri. Quando ci sono stata io si scendeva al vecchio Siem Reap International, che era a 7 km dal centro. Quell'aeroporto ha chiuso il 16 ottobre 2023.

Oggi si atterra al nuovo Siem Reap-Angkor International, che sta a circa 50 km a nordest della città, collegato da una superstrada nuova. Il trasferimento richiede 60-90 minuti e costa:

Se stai organizzando adesso, questa è la differenza che ti cambia il primo giorno: mettere in conto un'ora e mezza di trasferimento invece di dieci minuti, e non programmare l'alba ad Angkor la mattina dopo un arrivo in tarda serata.

Quando andare, e cosa cambia tra le stagioni

La stagione secca va da novembre a febbraio, ed è la finestra più comoda: meno pioggia, umidità più gestibile, templi praticabili anche nelle ore centrali. Io ci sono stata a febbraio e faceva comunque caldo forte. Da marzo a maggio si arriva a temperature davvero pesanti, e da giugno a ottobre piove, con il vantaggio di trovare la pietra verde di muschio e molta meno gente.

Se stai pensando di incastrare Angkor in un giro più lungo tra dicembre e gennaio, tieni conto anche delle feste: ne parlo in dove festeggiare il capodanno in Asia, perché nei giorni di picco prezzi e affollamento cambiano parecchio.

Cosa mettere in valigia

Per entrare nei templi servono spalle coperte e pantaloni o gonna sotto il ginocchio, e il controllo lo fanno. Io ho girato con pantaloni lunghi leggeri e una maglietta semplice. Se il caldo ti pesa, la soluzione pratica è tenere uno scialle nello zaino e metterlo sulle spalle solo all'ingresso.

Poi: cappello, crema solare, e molta più acqua di quella che pensi. A febbraio il sole è forte e l'umidità è alta tutto il giorno, quindi ti disidrati senza accorgertene. Scarpe chiuse, perché su certi templi si sale su pietre sconnesse.

Quanto costa in tutto

Due giorni ad Angkor, dividendo il tuk-tuk in due persone:

Sui 110-150 dollari a persona per la parte templi, a cui aggiungere alloggio e pasti, che a Siem Reap restano economici.

L'assicurazione, perché in Cambogia serve davvero

Le strade dentro il parco sono sterrate in più punti, si gira su mezzi a due ruote, e la sanità privata cambogiana si paga. Una polizza con spese mediche adeguate è una di quelle cose che costano poco e risolvono molto.

Se giri in e-bike o in moto, controlla nelle condizioni che quel mezzo sia coperto e a quali condizioni: è la clausola su cui si litiga più spesso, e va verificata prima di partire, non dopo.

Siem Reap, la città

Siem Reap si gira a piedi in poco tempo. Il centro è piccolo, ci sono molti locali che la sera si riempiono, e i mercati. Onestamente non è una città per cui varrebbe il viaggio da sola: è la base da cui si va ad Angkor, ed è una base comoda e piacevole.

Se hai una serata libera, il centro la sera funziona bene. Se hai un giorno in più, io lo darei ad Angkor.

Domande frequenti su Angkor Wat

Quanti giorni servono per visitare Angkor Wat?

Due giorni bastano per vedere il grande circuito e diversi templi minori senza correre. Tre se ti interessa davvero l'archeologia. Con un solo giorno si fa, ma si va di fretta, e ad Angkor la fretta è proprio quello che rovina la visita.

Quanto costa il biglietto per Angkor Wat?

Il pass da un giorno costa 37 dollari, quello da tre giorni 62 e quello da sette 72. I giorni del pass da tre e da sette non devono essere consecutivi: valgono rispettivamente entro dieci e entro trenta giorni. Se fai due giornate, il pass da tre costa meno di due biglietti giornalieri.

Si può noleggiare un motorino a Siem Reap?

No. A Siem Reap i turisti non possono noleggiare liberamente un motorino, a differenza del resto della Cambogia. Alcuni noleggi affittano comunque agli stranieri, ma lavorano in una zona grigia e ai posti di blocco i controlli ci sono. Le alternative legali sono la e-bike, intorno ai 15 dollari al giorno, il tuk-tuk e i tour guidati in moto con operatore autorizzato.

Quanto costa un tuk-tuk per una giornata ad Angkor?

Dai 20 ai 25 dollari per il piccolo circuito e dai 25 ai 35 per il grande circuito. Il prezzo è per il veicolo e non a persona, quindi dividendolo in due o tre scende parecchio.

Vale la pena fare l'alba ad Angkor Wat?

Sì, almeno una volta, sapendo però che c'è molta gente sullo stesso bordo d'acqua e che senza una giornata limpida i colori non sono quelli delle fotografie. L'emozione di vederlo dal vivo resta.

Come si arriva a Siem Reap dall'aeroporto?

Il nuovo Siem Reap-Angkor International è a circa 50 km dalla città e il trasferimento richiede 60-90 minuti. La navetta ufficiale costa 8 dollari e arriva in centro, un taxi parte da 35 dollari e un minivan da circa 45. Il vecchio aeroporto, che era a 7 km dal centro, ha chiuso il 16 ottobre 2023.

Come ci si veste per entrare nei templi di Angkor?

Servono spalle coperte e pantaloni o gonna sotto il ginocchio, e il controllo all'ingresso viene fatto. Con il caldo, la soluzione più comoda è tenere uno scialle nello zaino e metterlo solo quando entri.

Vale la pena andare a Banteay Srei?

Sì, ed è il tempio con gli intagli più fini di tutta l'area, in arenaria rosa, costruito nel 967. Va però pianificato: sta a una trentina di chilometri a nord, fuori dal piccolo e dal grande circuito, e servono 40-50 minuti di strada. Apre alle 7:30 ed è compreso nel pass normale.

Qual è il periodo migliore per andare ad Angkor?

La stagione secca va da novembre a febbraio ed è il periodo più comodo, con meno pioggia e temperature più sopportabili. Io ci sono stata a febbraio e faceva comunque caldo e molto umido.

Nota sulla trasparenza: alcuni link di questa pagina sono affiliati. Se prenoti passando da lì, il prezzo per te non cambia e a noi arriva una piccola commissione che aiuta a tenere in piedi il blog. Consigliamo solo cose che abbiamo usato o verificato.

Se stai organizzando e hai un dubbio che qui non ho coperto, fammi sapere.

Domande frequenti

Quanti giorni servono per visitare Angkor Wat?

Due giorni bastano per vedere il grande circuito e diversi templi minori senza correre. Tre se ti interessa davvero l'archeologia. Con un solo giorno si fa, ma si va di fretta, e ad Angkor la fretta è proprio quello che rovina la visita.

Quanto costa il biglietto per Angkor Wat?

Il pass da un giorno costa 37 dollari, quello da tre giorni 62 e quello da sette 72. I giorni del pass da tre e da sette non devono essere consecutivi: valgono rispettivamente entro dieci e entro trenta giorni. Se fai due giornate, il pass da tre costa meno di due biglietti giornalieri.

Si può noleggiare un motorino a Siem Reap?

No. A Siem Reap i turisti non possono noleggiare liberamente un motorino, a differenza del resto della Cambogia. Alcuni noleggi affittano comunque agli stranieri, ma lavorano in una zona grigia e ai posti di blocco i controlli ci sono. Le alternative legali sono la e-bike, intorno ai 15 dollari al giorno, il tuk-tuk e i tour guidati in moto con operatore autorizzato.

Quanto costa un tuk-tuk per una giornata ad Angkor?

Dai 20 ai 25 dollari per il piccolo circuito e dai 25 ai 35 per il grande circuito. Il prezzo è per il veicolo e non a persona, quindi dividendolo in due o tre scende parecchio.

Vale la pena fare l'alba ad Angkor Wat?

Sì, almeno una volta, sapendo però che c'è molta gente sullo stesso bordo d'acqua e che senza una giornata limpida i colori non sono quelli delle fotografie. L'emozione di vederlo dal vivo resta.

Come si arriva a Siem Reap dall'aeroporto?

Il nuovo Siem Reap-Angkor International è a circa 50 km dalla città e il trasferimento richiede 60-90 minuti. La navetta ufficiale costa 8 dollari e arriva in centro, un taxi parte da 35 dollari e un minivan da circa 45. Il vecchio aeroporto, che era a 7 km dal centro, ha chiuso il 16 ottobre 2023.

Come ci si veste per entrare nei templi di Angkor?

Servono spalle coperte e pantaloni o gonna sotto il ginocchio, e il controllo all'ingresso viene fatto. Con il caldo, la soluzione più comoda è tenere uno scialle nello zaino e metterlo solo quando entri.

Vale la pena andare a Banteay Srei?

Sì, ed è il tempio con gli intagli più fini di tutta l'area, in arenaria rosa, costruito nel 967. Va però pianificato: sta a una trentina di chilometri a nord, fuori dal piccolo e dal grande circuito, e servono 40-50 minuti di strada. Apre alle 7:30 ed è compreso nel pass normale.

Qual è il periodo migliore per andare ad Angkor?

La stagione secca va da novembre a febbraio ed è il periodo più comodo, con meno pioggia e temperature più sopportabili. Io ci sono stata a febbraio e faceva comunque caldo e molto umido.

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