Cosa vedere a Sarajevo in 3 giorni: itinerario, prezzi e dove mangiare
Cosa vedere a Sarajevo in 3 giorni: Baščaršija, Fortezza Gialla, free tour, Ponte Latino, Galleria 11/07/95, funivia del Trebević, prezzi e dove mangiare.
Di Luca Ferraina — 3 Novembre 2026
In tre giorni a Sarajevo vedi la città vecchia della Baščaršija, il punto dove Oriente e Occidente si toccano, il Ponte Latino, la Vijećnica, la Galleria 11/07/95 e la funivia del Trebević con la pista da bob delle Olimpiadi del 1984. Se hai un quarto giorno, lo dedichi al Memoriale di Srebrenica.
È il giro che ho fatto io con Patricia in un lungo weekend dell'autunno del 2024. Dovevamo andare anche a Mostar, ma il secondo giorno è arrivata la notizia delle alluvioni e delle frane che avevano interrotto strade e ferrovia, con diverse vittime: abbiamo cancellato la gita e siamo rimasti a Sarajevo fino alla domenica. Qui trovi le tappe giorno per giorno, i prezzi verificati a novembre 2026 e un paio di cose che non mi aspettavo, tra cui un signore che alla terza cena ci ha offerto tutto lui.
Giorno 1: la Baščaršija e il tramonto dalla Fortezza Gialla
La Baščaršija è il cuore ottomano della città: vicoli di pietra, botteghe, moschee e la piazza della Sebilj, la fontana di legno piena di piccioni. La prima cosa da fare è sederti e ordinare un caffè bosniaco: arriva nella džezva di rame con la tazzina senza manico, la zolletta di zucchero e un pezzo di rahat lokum. Si lascia riposare due o tre minuti perché la polvere vada sul fondo, poi si intinge la zolletta nel caffè, la si mette in bocca e si beve sopra. Ce l'ha spiegato la guida del free tour, e non si torna più indietro.
Nel tardo pomeriggio sali verso la Žuta Tabija, la Fortezza Gialla: sono 15-20 minuti a piedi in salita dalla Baščaršija, l'ingresso è gratuito ed è il posto dove la città va a vedere il tramonto. Lungo la strada passi dal cimitero di Kovači, con le lapidi bianche dei caduti dell'assedio: è il primo momento in cui capisci quanto la guerra sia ancora vicina, a pochi passi dai caffè. E poi ci sono i gatti: la città sembra colonizzata da loro, e sul muretto del cimitero uno è venuto a farsi accarezzare.
Giorno 2: il free tour, la via dei ramai e il Ponte Latino
Il secondo giorno abbiamo fatto un free walking tour, ed è il modo migliore per capire la città: in due ore ti spiegano Sarajevo dall'impero ottomano all'assedio, e alla fine lasci la mancia che ritieni giusta. La nostra guida parlava italiano. Su Civitatis trovi il free tour in italiano di 2 ore, con 9,6 su 10 di voto e quasi 300 recensioni. Al tour abbiamo conosciuto anche i ragazzi con cui poi siamo andati a cena.
Le tappe che non devi perdere:
- Kazandžiluk, la via dei ramai, dove gli artigiani battono ancora il rame a mano davanti a te; durante l'assedio trasformavano i bossoli delle granate in vasi, e li vendono ancora;
- la torre dell'orologio e la moschea di Gazi Husrev-beg, con la fontanella dove la leggenda dice che chi beve torna a Sarajevo. Noi abbiamo bevuto tutti;
- la linea "Sarajevo Meeting of Cultures" su Ferhadija: da una parte gli edifici ottomani, dall'altra quelli austro-ungarici, e in pochi metri cambi epoca;
- la cattedrale del Sacro Cuore, a pochi passi da moschee, chiese ortodosse e dalla sinagoga;
- il Ponte Latino, all'angolo del quale il 28 giugno 1914 fu ucciso l'arciduca Francesco Ferdinando, l'attentato che portò alla Prima guerra mondiale.
Giorno 3: la Galleria 11/07/95 e il Trebević
La mattina siamo andati alla Galleria 11/07/95, in piazza Fra Grge Martića vicino alla cattedrale: è dedicata al genocidio di Srebrenica, con le fotografie, i volti delle vittime e i documentari. È aperta tutti i giorni dalle 9 alle 21 e c'è l'audioguida anche in italiano. Il prezzo non è pubblicato sul sito: secondo le recensioni del 2025 si spendono circa 24 marchi con l'audioguida. Dentro non si fanno foto, e si parla a voce bassa.
Il pomeriggio abbiamo preso la funivia del Trebević, riaperta nel 2018 dopo che la guerra l'aveva distrutta. In pochi minuti sei sopra la città, e dalla stazione di arrivo scendi a piedi alla vecchia pista da bob delle Olimpiadi invernali del 1984: un serpente di cemento nel bosco, tutto coperto di graffiti. Noi l'abbiamo trovata nella nebbia, e faceva quasi impressione. Era sabato, e lassù sembrava salita mezza città per la vista.
Secondo il listino ufficiale di settembre 2026 la funivia costa 30 marchi andata e ritorno (circa 15 euro) e 20 solo andata; il biglietto combinato con la Vijećnica costa 35 marchi. A novembre 2026 funziona dalle 9 alle 17, il lunedì dalle 12.
Tornati in città, chiudi con la Vijećnica, il vecchio municipio in stile moresco. Era la Biblioteca nazionale: nell'agosto del 1992 fu bombardata e bruciò con gran parte dei suoi libri, ed è stata restaurata e riaperta nel 2014.
Giorno 4: Srebrenica, se hai tempo
L'ultimo giorno abbiamo noleggiato un'auto e siamo andati al Memoriale di Srebrenica-Potočari: due ore e mezza di strada all'andata e altrettante al ritorno, per una giornata che non si dimentica. Ti ho raccontato come organizzarla nell'articolo su come visitare Srebrenica da Sarajevo. Un'altra visita sulla guerra, che noi non abbiamo fatto, è il Tunnel della Speranza vicino all'aeroporto, il tunnel scavato sotto la pista per rifornire la città assediata.
L'altra gita classica è Mostar, con il suo ponte: è quella che abbiamo perso noi per le alluvioni. La ferrovia Sarajevo-Mostar è stata riparata nel 2025; prima di partire controlla gli orari, oppure fai la gita in giornata con il tour da Sarajevo con guida in italiano: 12 ore tra Konjic, le cascate di Kravica, Počitelj, Blagaj e Mostar, da circa 75 euro a persona a novembre 2026, con 4,9 su 5 e quasi 2.900 recensioni. Con il codice PIANETAFERRA5 hai il 5% di sconto su GetYourGuide.
Dove mangiare: la cena offerta
A Sarajevo si mangia bene e si spende poco: ćevapi con il pane somun, burek, zuppe e stufati cotti nella terracotta. Il ricordo più bello però è il Bistro Kašika Viljuška Nož, "cucchiaio, forchetta, coltello", che in città chiamano anche Kod Čenge: un ristorantino in Koturova 1, a due passi dalla cattedrale, con le tovaglie a quadretti e piatti bosniaci fatti in casa. Si spendono tra 10 e 25 marchi a persona. Al primo pranzo ho preso i ravioli e ho detto solo "mamma mia". Ci siamo tornati tre volte, e alla terza il proprietario ha deciso di offrire la cena a tutti: a me, a Patricia e ai ragazzi conosciuti al free tour, cinque persone. Abbiamo mangiato benissimo ogni volta, e alla fine si è anche fatto una foto con noi. È l'ospitalità bosniaca, e non me la dimentico.
Come arrivare e come muoversi
Da Bergamo c'è il volo diretto Ryanair per Sarajevo; dalle altre città si passa da Vienna, Monaco, Istanbul o Belgrado. Il centro si gira tutto a piedi, ed è in salita appena esci dalla valle del fiume. L'auto serve solo per le gite fuori città.
Per entrare in Bosnia ed Erzegovina basta la carta d'identità elettronica o il passaporto, valido almeno 3 mesi oltre il soggiorno, e fino a 90 giorni non serve il visto. La moneta è il marco convertibile (KM o BAM), con cambio fisso: 1 euro vale 1,96 marchi.
Prima di partire
La Bosnia non è nell'Unione europea: la tessera sanitaria europea non vale, e la Farnesina consiglia un'assicurazione con spese mediche e rimpatrio. Con Heymondo hai il 10% di sconto già applicato dal link, e a Bali, dopo una caduta in scooter, mi ha pagato subito la clinica. Columbus ha il 10% di sconto con il codice TBG050, e in Laos mi ha coperto un ricovero di tre giorni. Qualunque scegli, prendi l'opzione senza franchigia.
Anche il roaming europeo qui non vale. Io avevo un'eSIM Airalo da 5 GB per 30 giorni, presa per 12 euro; in alternativa, con l'eSIM di Holafly per la Bosnia hai il 5% di sconto con il codice PIANETAFERRA.
Se stai organizzando e hai un dubbio che qui non ho coperto, fammi sapere.
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