Organizzare un viaggio in Indonesia è più semplice di quanto sembri, ma è anche uno di quei Paesi dove arrivare impreparati si paga caro: un passaporto con una pagina in meno del dovuto, una carta d'arrivo non compilata, un giorno di overstay. Sono tutte cose che si risolvono in dieci minuti prima di partire e che in aeroporto diventano problemi seri. In questa guida ti spiego esattamente quali documenti servono a un cittadino italiano, come funziona il visto, cos'è la nuova carta d'arrivo digitale, quanto costa la tassa turistica di Bali, e soprattutto ti do un quadro onesto della sicurezza: cosa dice davvero la Farnesina, quali zone evitare e quali rischi vengono raccontati poco.
Serve il visto per andare in Indonesia?
Sì e no, e la confusione nasce proprio da qui.
Con passaporto italiano non devi richiedere un visto in anticipo presso un'ambasciata. Per soggiorni turistici fino a 30 giorni ottieni il cosiddetto e-VOA (electronic Visa on Arrival), il visto rilasciato all'arrivo.
Hai due modi per ottenerlo:
- Online, prima di partire, sul sito ufficiale dell'immigrazione indonesiana: evisa.imigrasi.go.id. Va fatto almeno una settimana prima della partenza. È l'opzione che consiglio: arrivi con il documento già in mano e salti una coda che a Denpasar, nelle ore di punta, può portare via un'ora abbondante.
- All'arrivo in aeroporto, ai banchi dedicati dei principali scali internazionali: Denpasar, Jakarta, Surabaya, Medan.
Costo: 500.000 rupie indonesiane, circa 24 euro al cambio attuale. Si paga all'arrivo in aeroporto, anche se hai fatto la procedura online.
Durata: 30 giorni, prorogabili una sola volta per altri 30 giorni. Il rinnovo va chiesto almeno una settimana prima della scadenza, online oppure presso l'ufficio immigrazione locale. Non aspettare l'ultimo giorno: le pratiche indonesiane hanno tempi loro.
Attenzione ai siti falsi per il visto
Questa è importante e va detta forte: esiste un solo sito ufficiale per l'e-VOA, ed è evisa.imigrasi.go.id. L'immigrazione indonesiana ha diffuso più volte avvisi pubblici contro i portali contraffatti, che imitano la grafica ufficiale, si posizionano sui motori di ricerca con annunci a pagamento e ti fanno pagare il doppio o il triplo — quando non spariscono direttamente con i dati del passaporto e della carta di credito.
Regole per non cascarci: controlla sempre che il dominio finisca in .go.id, il suffisso riservato al governo indonesiano; diffida di qualunque sito che chieda cifre molto diverse dalle 500.000 rupie; e non cliccare sul primo risultato sponsorizzato di Google. Digita l'indirizzo a mano.
Attenzione infine a una cosa che confonde molti: la carta d'arrivo digitale non è il visto. Sono due adempimenti separati e servono entrambi.
Il passaporto: i tre requisiti che bloccano più gente
Qui l'Indonesia è più rigida della media, e i controlli sono reali.
- Validità minima 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese.
- Almeno due pagine bianche, completamente libere da timbri. Non due pagine "con un po' di spazio": due pagine vuote.
- Passaporto in perfette condizioni: niente strappi, pagine scollate, alterazioni. La pagina con la foto deve essere leggibile e senza macchie.
Quest'ultimo punto è quello che frega di più. Un passaporto finito in lavatrice, con la plastificazione che si stacca all'angolo o una macchia sulla pagina dei dati, può essere rifiutato all'imbarco o al controllo passaporti. Se il tuo documento ha qualche acciacco, valuta di rifarlo prima di partire: costa molto meno di un volo perso.
Serve anche il biglietto di ritorno o di prosecuzione del viaggio: non è una raccomandazione, è un requisito d'ingresso, e chi si presenta con la sola andata rischia di non essere imbarcato già in partenza dall'Italia. Se sei uno di quelli che parte senza data di rientro, la soluzione è comprare comunque un volo in uscita dall'Indonesia, anche un low cost verso Kuala Lumpur o Singapore da poche decine di euro. Per farmi un'idea dei prezzi confronto le tratte su Skyscanner e poi prenoto su Trip.com, che sui voli interni asiatici è spesso più conveniente.
La carta d'arrivo "All Indonesia": obbligatoria e gratuita
Dal 2025 l'Indonesia ha unificato in un'unica procedura digitale quelli che prima erano tre moduli separati: la dichiarazione doganale, l'autodichiarazione sanitaria e la modulistica per l'immigrazione. Si chiama All Indonesia e si compila sul portale ufficiale allindonesia.imigrasi.go.id.
Come funziona:
- È gratuita. Se un sito ti chiede soldi per compilarla, non è quello ufficiale.
- Si compila nei 3 giorni precedenti l'arrivo, non prima. Se ci provi con una settimana di anticipo il sistema non te lo permette.
- Al termine ricevi un QR code via email, che va mostrato all'arrivo.
- Servono un indirizzo email funzionante e i dati del volo e dell'alloggio.
Il consiglio pratico: falla il giorno prima della partenza, con calma, da casa, e salva il QR code sia nella galleria del telefono sia stampato. Farla dallo scalo con il wi-fi dell'aeroporto e la batteria al 12% è il modo migliore per litigare con il proprio telefono.
E qui c'è un dettaglio che vale la pena anticipare: il QR code arriva via email e all'arrivo va mostrato da schermo. Se atterri senza connessione e senza averlo salvato offline, ti ritrovi a cercare il wi-fi dell'aeroporto in coda al controllo passaporti. Io in Indonesia viaggio con una eSIM attiva già prima di partire: uso Holafly quando voglio dati illimitati senza pensieri (codice PIANETAFERRA per il 5% di sconto), oppure Nomad se cerco qualcosa di più economico a consumo (codice PIANETAFERRA20 per il 20%). Se vuoi capire quale conviene nel tuo caso, ho messo a confronto le principali nella guida alle eSIM da viaggio.
La tassa turistica di Bali: 150.000 rupie
Se il tuo viaggio tocca Bali, c'è un adempimento in più che non riguarda il resto dell'Indonesia.
Dal 14 febbraio 2024 tutti i viaggiatori internazionali non residenti in Indonesia devono pagare una tassa turistica di 150.000 rupie, circa 7 euro, per accedere all'isola. Si paga online sul portale ufficiale lovebali.baliprov.go.id, prima o al momento dell'arrivo, e si riceve un voucher con QR code. Anche qui vale la regola del dominio: .go.id e nient'altro.
È una cifra piccola, ma è obbligatoria e i controlli a campione ci sono. Va pagata una volta sola per ingresso a Bali, non una volta al giorno, e i fondi finanziano la tutela dell'ambiente e della cultura balinese, un tema piuttosto sentito sull'isola dopo anni di turismo sregolato.
Overstay: la multa se vai oltre la durata del tuo visto
Superare la durata del visto in Indonesia non è una dimenticanza perdonabile, è una violazione seria.
La sanzione è di 1.000.000 di rupie al giorno, circa 48 euro per ogni giorno di ritardo. Nei casi più gravi — overstay prolungati o svolgimento di attività diverse da quelle consentite dal visto, come lavorare con un visto turistico — si arriva a provvedimenti ben più pesanti, fino a cinque anni di carcere e all'espulsione con divieto di reingresso.
Segnati la data di scadenza del visto sul telefono con una sveglia una settimana prima. E diffida delle agenzie locali che promettono di "sistemare" pratiche migratorie: la Farnesina segnala esplicitamente che molte sono fraudolente e ti lasciano nei guai.
L'Indonesia è sicura?
Sì, l'Indonesia è un Paese che si può visitare in tranquillità, e milioni di italiani lo fanno ogni anno senza il minimo problema. Ma "sicuro" non vuol dire "senza regole", e alcune cose vale la pena saperle prima, non dopo.
Criminalità comune
Anche se mi sento di definire l'Indonesia un luogo sicuro, la criminalità comune è presente soprattutto nei grandi centri urbani e, dato che sorprende molti, a Bali e a Lombok. Si segnalano furti, scippi da parte di uomini in motorino — con le donne straniere come bersaglio preferito nelle ore serali — e furti nelle strutture ricettive.
Le contromisure sono banali ma funzionano: usa solo taxi registrati (Bluebird e Silverbird sono i circuiti affidabili) o le app di ride hailing come Grab e Gojek, non portare la borsa dal lato strada quando cammini, non tenere il telefono in mano vicino alla carreggiata, e in caso di rapina non opporre resistenza.
Un momento particolarmente delicato è l'arrivo: atterri dopo quindici ore di volo, di notte, senza rupie in tasca e con qualcuno che ti si avvicina offrendo un passaggio. È lì che nascono la maggior parte delle fregature. Se vuoi togliere il problema alla radice, un transfer prenotato in anticipo ti fa trovare qualcuno con il tuo nome sul cartello e un prezzo già concordato.
Soldi: carte clonate e cambi truffaldini
La Farnesina segnala un aumento degli episodi di frode con le carte di credito e delle truffe presso le agenzie di cambio. Sono due problemi diversi e si risolvono in modo diverso.
Sulle carte: preleva solo agli sportelli dentro le banche, mai da quelli isolati per strada o davanti ai minimarket, dove si installano gli skimmer. Controlla i movimenti dall'app della banca ogni giorno.
Sul cambio: le agenzie che espongono tassi molto migliori degli altri hanno quasi sempre un trucco — commissioni occulte, banconote contate male con una manualità impressionante, "problemi" col resto. Il modo più semplice per non entrarci proprio è portare una carta pensata per l'estero e prelevare rupie direttamente. Io uso Wise, che applica il tasso di cambio reale e mi ha risparmiato parecchi passaggi in cambiavalute discutibili.
Un limite da conoscere: l'importazione o l'esportazione di valuta è consentita fino a 1 miliardo di rupie, circa 48.000 euro, o al controvalore in valuta estera. Non riguarderà quasi nessuno, ma è la legge.
L'alcol adulterato
Questo è il punto che secondo me viene raccontato meno, e invece è il più serio per un viaggiatore giovane.
In Indonesia si registrano ogni anno decessi per avvelenamento da metanolo, causati da alcolici contraffatti: liquori venduti sfusi, cocktail in locali improvvisati, bottiglie riempite di nuovo. Il metanolo non si distingue al gusto e i sintomi arrivano ore dopo, quando è tardi.
La regola è semplice e non negoziabile: compra alcolici solo in bar, ristoranti, hotel e negozi autorizzati. Niente arak sfuso, niente cocktail al secchio da un banchetto sulla spiaggia, niente bottiglie senza sigillo. Se un drink costa un decimo del prezzo normale, c'è un motivo.
Se viaggi da sola
La Farnesina segnala esplicitamente casi di molestie e violenze sessuali a Bali, Lombok, Labuan Bajo e Flores, inclusi episodi di somministrazione di sostanze nelle bevande nelle aree turistiche. A Flores e Labuan Bajo l'aumento riguarda in particolare le viaggiatrici sole.
Non è un motivo per non andarci — le donne che viaggiano da sole in Indonesia sono tantissime — ma è un motivo per applicare le precauzioni che si userebbero in qualunque grande città: non lasciare mai il bicchiere incustodito, non accettare drink da sconosciuti, concordare i rientri notturni con un taxi affidabile invece che a piedi, e condividere la posizione con qualcuno di fiducia.
Le zone dove serve più attenzione
- Papua: la Farnesina sconsiglia i viaggi. Gruppi armati separatisti sono attivi e gli scontri con le forze dell'ordine sono frequenti.
- Aceh (Sumatra settentrionale): qui vige la legge islamica, applicata anche ai non musulmani. Il consumo di alcol è punito con la fustigazione pubblica, e sono vietati il gioco d'azzardo e i rapporti extraconiugali. Non è una formalità: le pene vengono eseguite.
- Sulawesi settentrionale e centrale: rischio di azioni di gruppi terroristici di matrice religiosa e focolai di tensione interreligiosa. Sconsigliate anche le navigazioni verso le acque filippine per il rischio pirateria.
- Jakarta: nei mesi di agosto e settembre 2025 si sono registrate proteste violente con vittime. La situazione politica è stabile ma le manifestazioni possono nascere in fretta: evita assembramenti e cortei.
- Lombok: criminalità in aumento e alta incidenza di casi di avvelenamento da metanolo. Resta un'isola bellissima — ne parlo nella guida completa a Lombok — ma va girata con la testa accesa.
Terrorismo
La minaccia terroristica è considerata presente su tutto il territorio nazionale, con bersagli potenziali nelle località balneari, hotel, bar, ristoranti, mercati, centri commerciali e attrazioni turistiche. Il rischio si alza intorno alle grandi festività — Natale, Pasqua, Capodanno, Ramadan — e nei periodi elettorali. È un rischio statisticamente basso, ma è il motivo per cui vale la pena registrare il viaggio sul portale Dove Siamo nel Mondo della Farnesina prima di partire.
La droga: occhio alle pene
Va detto senza giri di parole. La legislazione indonesiana sugli stupefacenti è tra le più severe al mondo e non fa alcuna distinzione tra droghe leggere, cannabis inclusa, e droghe pesanti. Per consumatori e trafficanti sono previste condanne pesantissime, fino alla pena capitale.
Non esiste "una canna in vacanza". Esiste il carcere indonesiano.
Vaccinazioni per l'Indonesia: cosa serve davvero
Buona notizia: per un viaggiatore che parte dall'Italia non c'è nessuna vaccinazione obbligatoria.
L'unica vaccinazione obbligatoria è quella contro la febbre gialla, e solo per chi arriva da un Paese a rischio di trasmissione, quindi non chi vola dall'Italia. Riguarda tutti i viaggiatori sopra i 9 mesi di età.
Consigliate ma non obbligatorie: tifo, paratifo, epatite A e B, tetano. Parlane con il tuo medico o con un centro di medicina dei viaggi almeno un mese prima della partenza, perché alcuni cicli vaccinali richiedono più dosi.
Le malattie con cui fare i conti sul posto:
- Dengue: endemica in gran parte del Paese, trasmessa dalla zanzara Aedes aegypti, che punge di giorno. I casi aumentano da ottobre ad aprile, durante la stagione delle piogge. Non esiste profilassi farmacologica: l'unica difesa è il repellente, usato seriamente e non solo la sera. Portalo dall'Italia con una concentrazione seria di principio attivo — questo è quello che metto sempre in valigia — perché quelli che trovi nei minimarket locali sono spesso troppo blandi.
- Malaria: endemica nelle province orientali, a Lombok, in Kalimantan, Sulawesi, Sumatra e Papua. Bali e Java sono considerate a rischio molto basso. Se il tuo itinerario tocca le zone endemiche, chiedi al medico se ti serve la profilassi.
- Rabbia: a Bali molti animali — cani, gatti e le famose scimmie di Ubud e Uluwatu — sono portatori, e si sono registrati decessi. Il vaccino post-esposizione è scarsamente disponibile sull'isola. Tradotto: non accarezzare gli animali randagi e tieni lo zaino chiuso vicino alle scimmie, che mordono e graffiano per rubare cibo e oggetti.
- Epatite virale e tifo: endemici in tutto il Paese, il che riporta al buon senso alimentare.
Il vaccino contro la dengue: da pochi anni esiste
Questa è una cosa che in pochi sanno, e che invece vale la pena valutare per tempo: da alcuni anni esiste un vaccino contro la dengue disponibile anche in Italia. È un vaccino vivo attenuato, tetravalente, indicato dai 4 anni in su, e si somministra in due dosi a distanza di almeno tre mesi l'una dall'altra.
Non serve aver già avuto la dengue e non serve alcun test sierologico preventivo. Le società scientifiche italiane di medicina dei viaggi lo indicano soprattutto per chi affronta viaggi di almeno tre settimane o viaggi ricorrenti in aree endemiche: se vai in Indonesia una volta nella vita per dieci giorni è una scelta, se ci torni ogni anno o ci passi mesi il discorso cambia parecchio.
L'ho fatto anche io, in due dosi, presso l'ambulatorio vaccinale della ASL della mia provincia. Si prenota lì o in un centro di medicina dei viaggi, è a pagamento, e proprio per via dell'intervallo di tre mesi tra le due dosi va programmato con largo anticipo: se parti tra sei settimane, non fai in tempo a completare il ciclo.
Detto questo, non prendere la decisione da un articolo, nemmeno da questo. È un vaccino vivo attenuato, quindi ha controindicazioni precise — gravidanza, allattamento, condizioni di immunosoppressione — e la valutazione va fatta caso per caso. Parlane sempre con il tuo medico di base o con il centro di medicina dei viaggi: sono loro a dover valutare la tua situazione, la durata del viaggio e le zone che tocchi.
Sull'igiene alimentare le regole sono le solite del Sud-Est asiatico: acqua solo in bottiglia sigillata, niente ghiaccio nei posti dubbi, frutta e verdura lavate o sbucciate, carne e uova ben cotte. Lo street food si può mangiare, e va mangiato: scegli i banchi affollati dove il cibo gira in fretta e viene cotto davanti a te.
L'assicurazione di viaggio: perché in Indonesia devi farla
Qui non sto facendo la solita raccomandazione di rito. La scheda ufficiale della Farnesina è netta su due punti che vale la pena leggere insieme.
Primo: le cure private in Indonesia sono estremamente costose, e alcuni interventi possono superare i 100.000 euro. Secondo, e più importante: l'assistenza non viene erogata in assenza di pagamento anticipato o di garanzia della compagnia assicurativa. Non significa che ti curano e poi ti mandano il conto. Significa che senza una garanzia di pagamento non ti curano.
A questo si aggiunge che il livello delle strutture sanitarie pubbliche non è paragonabile agli standard occidentali, che le camere iperbariche — fondamentali se fai immersioni — esistono solo a Java e Bali, e che per le emergenze gravi il riferimento è Singapore, a meno di due ore di volo. Un'evacuazione sanitaria verso Singapore, senza copertura, è una cifra che cambia la vita.
Io viaggio sempre coperto e sull'Indonesia non farei un'eccezione per nessun motivo. Le due polizze che uso sono Heymondo, che gestisce direttamente il ricovero tramite app senza farti anticipare nulla — che in Indonesia, viste le regole appena descritte, è esattamente il punto — e Columbus, con massimali sanitari illimitati e una formula pensata per chi viaggia mesi (codice TBG050 per il 10% di sconto). Se vuoi capire come si scelgono i massimali e cosa guardare davvero in una polizza, ho scritto un confronto tra le assicurazioni di viaggio che uso, nato dopo un ricovero vero in Laos.
Vulcani, terremoti e tsunami: come conviverci
L'Indonesia si trova sul Pacific Ring of Fire e conta oltre 120 vulcani attivi. Terremoti e attività vulcanica non sono eventi eccezionali: sono parte del funzionamento normale del Paese. Questo non deve spaventare, ma va capito.
Il sistema di allerta vulcanica indonesiano ha quattro livelli: 1 normale, 2 avviso, 3 allerta, 4 allarme. Le autorità pubblicano raggi di esclusione intorno ai crateri attivi, che vanno rispettati alla lettera: non sono suggerimenti per turisti prudenti.
I vulcani attualmente sotto osservazione più stretta:
- Lewotobi Laki-Laki (Flores, Nusa Tenggara Orientale): livello di allerta massimo, esclusione entro 7 km dal cratere. Ha eruttato nel giugno e nel settembre 2025.
- Semeru (Giava orientale): livello massimo, esclusione entro 5 km. Eruzioni nel luglio e settembre 2025.
- Marapi (Sumatra occidentale): esclusione entro 3 km.
- Ibu (Molucche settentrionali) e Ruang (Sulawesi settentrionale): esclusione entro 7 km.
- Agung (Bali): continua a mostrare segni di attività. Nel 2018 la sua eruzione ha chiuso l'aeroporto di Denpasar per giorni.
Quest'ultimo punto è quello che riguarda più viaggiatori: le nubi di cenere possono chiudere aeroporti senza preavviso. È un'altra ragione per avere un'assicurazione che copra anche l'interruzione del viaggio, e per non incastrare il volo di rientro il giorno stesso di un impegno importante in Italia.
Quanto ai terremoti e agli tsunami: l'arcipelago è ad alto rischio sismico e le principali località turistiche sono balneari, quindi esposte. Vale la pena, arrivando in hotel, dare un'occhiata alle vie di fuga e sapere che in caso di scossa forte in zona costiera la regola è allontanarsi dalla spiaggia verso l'interno o verso l'alto, senza aspettare un allarme ufficiale.
Stagione delle piogge: cosa cambia davvero
Da ottobre ad aprile è stagione delle piogge, con frequenti inondazioni, frane e smottamenti, soprattutto nelle aree urbane come Jakarta. Non è un motivo per non partire — ne parlo in dettaglio nella guida su quanto costa e quando andare in Indonesia — ma cambia la pianificazione: strade di montagna scivolose in scooter, traversate in barca più mosse, e maggiore circolazione della dengue.
Spostarsi tra le isole in Indonesia è sicuro?
L'Indonesia è fatta di oltre diciassettemila isole e gran parte degli itinerari prevede almeno una traversata in barca, tipicamente Bali-Lombok o Bali-Gili. Vale la pena spendere due parole, perché è uno dei punti in cui la sicurezza dipende davvero da cosa scegli.
Gli standard tra le compagnie di fast boat variano parecchio, e nella stagione delle piogge il mare può essere mosso. I motoscafi più piccoli su tratte lunghe sono da evitare: cerca operatori con recensioni verificabili, giubbotti di salvataggio a bordo e orari rispettati. Io le confronto e prenoto su 12Go Asia, che aggrega gli operatori locali e permette di vedere recensioni e orari reali invece di affidarsi al primo banchetto sul molo.
Se la tratta è lunga e il meteo incerto, il volo interno costa poco di più e toglie il problema.
Prima di partire: la checklist
- Passaporto valido almeno 6 mesi, con 2 pagine bianche e in buone condizioni.
- Biglietto di ritorno o di prosecuzione del viaggio.
- e-VOA richiesto online almeno una settimana prima su evisa.imigrasi.go.id, o messo in conto all'arrivo: 500.000 IDR, circa 24 €.
- Carta d'arrivo All Indonesia compilata nei 3 giorni prima dell'arrivo su allindonesia.imigrasi.go.id, QR code salvato e stampato.
- Tassa turistica di Bali da 150.000 IDR pagata su lovebali.baliprov.go.id, se il viaggio tocca l'isola.
- eSIM attiva prima dell'atterraggio, per avere il QR code a portata di mano e le app dei taxi funzionanti.
- Assicurazione sanitaria con massimali alti e copertura per il rimpatrio.
- Vaccinazioni valutate con il medico almeno un mese prima.
- Repellente antizanzare con concentrazione seria di principio attivo, comprato prima di partire.
- Registrazione su Dove Siamo nel Mondo della Farnesina.
- Contanti in rupie per i primi giorni, e carta avvisata alla banca del viaggio.
Il consiglio per restare aggiornato
Le regole d'ingresso indonesiane sono cambiate parecchio negli ultimi anni: prima il visto, poi la carta d'arrivo digitale, poi la tassa di Bali. Prima di partire controlla sempre la scheda Indonesia su viaggiaresicuri.it, il sito del Ministero degli Esteri, che riporta le informazioni ufficiali e aggiornate su ingresso, sicurezza e sanità. È il primo posto da guardare nei giorni prima della partenza, e l'unico che non ti racconta cose vecchie di due anni.
👉 Stai preparando un viaggio in Indonesia? Ho scritto una mini guida gratuita su Lombok con itinerari, spiagge e i contatti WhatsApp diretti dei fornitori locali che ho testato di persona: noleggio scooter, guide per il Rinjani, agenzie per i tour alle New Gili. E se preferisci che l'Indonesia te la costruisca su misura qualcuno che ci è stato, dai un'occhiata al servizio di travel design.
Il Ferra Consiglia
Crea una cartella sul telefono, chiamala "Indonesia" e mettici dentro, in PDF o screenshot: passaporto, e-VOA, QR code della carta d'arrivo, voucher della tassa di Bali, polizza assicurativa con il numero della centrale operativa, e biglietti aerei. Tutto offline, perché il momento in cui ti servono è esattamente il momento in cui non hai campo.
E fai una cosa che quasi nessuno fa: salva sul telefono il numero dell'Ambasciata d'Italia a Jakarta. Non ti servirà mai. Ma se ti serve, ti serve subito.
Domande frequenti sui requisiti d'ingresso in Indonesia
Serve il visto per andare in Indonesia con passaporto italiano?
Non serve richiederlo in anticipo in ambasciata: per soggiorni turistici fino a 30 giorni si ottiene l'e-VOA, il visto all'arrivo, che costa 500.000 rupie (circa 24 euro) ed è prorogabile una volta per altri 30 giorni. Conviene richiederlo online su evisa.imigrasi.go.id almeno una settimana prima della partenza.
Cos'è la carta d'arrivo All Indonesia ed è obbligatoria?
Sì, è obbligatoria e gratuita. Unifica dichiarazione doganale, sanitaria e immigrazione in un'unica procedura digitale, si compila nei 3 giorni precedenti l'arrivo su allindonesia.imigrasi.go.id e genera un QR code da mostrare all'arrivo. Non sostituisce il visto: servono entrambi.
Quanto costa la tassa turistica di Bali e come si paga?
150.000 rupie, circa 7 euro, dovute da tutti i viaggiatori internazionali non residenti dal 14 febbraio 2024. Si paga online su https://lovebali.baliprov.go.id e si riceve un voucher con QR code. Si paga una volta per ingresso a Bali, non per giorno.
Quali vaccinazioni servono per l'Indonesia?
Nessuna è obbligatoria per chi parte dall'Italia. La febbre gialla è obbligatoria solo per chi arriva da Paesi a rischio. Sono consigliate tifo, paratifo, epatite A e B e tetano: vanno valutate con il medico circa un mese prima della partenza.
L'Indonesia è sicura per i turisti?
Nel complesso sì, ma la Farnesina segnala criminalità comune a Bali e Lombok, casi di alcol adulterato con metanolo, molestie ai danni di viaggiatrici sole e una minaccia terroristica diffusa. Sconsiglia esplicitamente i viaggi in Papua e raccomanda cautela ad Aceh, dove vige la legge islamica anche per i non musulmani.
Che validità deve avere il passaporto per l'Indonesia?
Almeno 6 mesi dalla data di ingresso, con almeno due pagine completamente bianche e in perfette condizioni: passaporti strappati, scollati o con la pagina dei dati macchiata possono essere rifiutati.
Cosa succede se supero i giorni del visto in Indonesia?
L'overstay costa 1.000.000 di rupie al giorno, circa 48 euro, e nei casi più gravi può portare fino a cinque anni di carcere ed espulsione con divieto di reingresso. La proroga del visto va chiesta almeno una settimana prima della scadenza.
Serve l'assicurazione di viaggio per l'Indonesia?
Non è formalmente obbligatoria ma è di fatto indispensabile: le cure private possono superare i 100.000 euro e, come specifica la Farnesina, l'assistenza non viene erogata senza pagamento anticipato o garanzia della compagnia assicurativa.
Come si riconosce il sito ufficiale per il visto indonesiano?
Il dominio deve terminare in .go.id, riservato al governo indonesiano: l'unico sito ufficiale per l'e-VOA è evisa.imigrasi.go.id. L'immigrazione indonesiana ha diffuso avvisi pubblici contro i portali contraffatti, che imitano la grafica ufficiale e fanno pagare il doppio o il triplo.
Esiste un vaccino contro la dengue e conviene farlo per l'Indonesia?
Sì, da alcuni anni esiste un vaccino tetravalente vivo attenuato disponibile anche in Italia, indicato dai 4 anni in su e somministrato in due dosi a distanza di almeno tre mesi. Le società scientifiche italiane lo indicano soprattutto per viaggi di almeno tre settimane o ricorrenti in aree endemiche. Si prenota presso l'ambulatorio vaccinale della ASL o un centro di medicina dei viaggi, è a pagamento e va programmato con largo anticipo. La valutazione va sempre fatta con il proprio medico di base.