Viaggiare in gruppo o da soli: come ti cambia

Un viaggio può trasformarti, in gruppo o da solo. Scopri i benefici di entrambe le scelte e come migliora la salute mentale.

Di Luca Ferraina — 7 Ott 2024

Viaggiare in gruppo o da soli: come ti cambia

Qualche anno fa ero a Bali.


Fuori c'era tutto quello che sogna chi vuole cambiare vita: templi, risaie che emanano pace, tramonti che incendiavano il cielo.

Dentro di me, però, non stavo bene.


Ero in viaggio, sì, ma non ero davvero "partito": i pensieri correvano più veloci dei motorini che affollavano le strade. È stato in quel momento che ho capito una cosa: non basta cambiare posto, bisogna cambiare ritmo.


Da lì ho iniziato a viaggiare in modo diverso: a volte con un gruppo, altre volte da solo. Entrambi i modi mi hanno cambiato la vita.

Viaggiare in gruppo: la forza della condivisione


Un viaggio di gruppo ti ricorda che non sei solo.

La risata improvvisa durante un trasferimento in bus.

La foto scattata da chi hai appena conosciuto e che ti ritrae meglio di come ti vedresti tu.

La sicurezza di sapere che, se qualcosa va storto, c'è qualcuno pronto ad aiutarti.


Benefici dei viaggi di gruppo:



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Il gruppo Pianeta Ferra sull'Ha Giang Loop Il gruppo a Maya Bay, Thailandia Il gruppo al tempio con la famiglia di Casa D'Sami, Bali Il gruppo in vetta a Nong Khiaw, Laos

Viaggiare da soli: ascoltare il proprio silenzio


Poi ci sono i viaggi in solitaria.

Quelli in cui non devi rendere conto a nessuno, in cui puoi svegliarti all'alba solo perché vuoi guardare il mare da solo.


Io ho iniziato così: stanco della mia relazione, del mio lavoro, ho deciso di partire. Non è stato facile, ma mi ha cambiato.


Ne parlo anche in un video su YouTube, dove racconto la mia prima partenza da solo per Bali.


Viaggiare da soli non è solitudine: è tempo con te stesso.


In viaggio da solo a Siargao, Filippine Da solo a Kelingking, Nusa Penida

Viaggiare e salute mentale: un legame reale


Non è solo una sensazione: diversi studi confermano che il viaggio ha un impatto positivo sulla salute mentale.



👉 Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità – Wellbeing

Consigli pratici per un viaggio che fa bene alla mente

Scrivi:

Porta con te un diario di viaggio. Non serve scrivere pagine intere: bastano poche righe la sera, per fissare un incontro, una sensazione o una paura superata. Rileggere queste parole a distanza di tempo ti aiuta a capire quanto sei cambiato e a trasformare i momenti difficili in tappe della tua crescita.

Ascolta il tuo ritmo

Viaggiare non è una gara a chi visita più monumenti in un giorno. Concediti di perdere tempo, di restare un'ora in più su una panchina a guardare il mare o in un caffè locale a osservare la vita che scorre. Sono questi momenti lenti che, spesso, ti rigenerano più di un'escursione organizzata.

Proteggi il tuo silenzio

Il viaggio porta con sé rumori, caos e stanchezza. Un paio di cuffie antirumore possono diventare la tua ancora: trasformano un volo di 12 ore o una notte in ostello in uno spazio di calma personale. A volte, bastano dieci minuti di silenzio per tornare a respirare meglio.

Scegli la compagnia giusta

Che tu viaggi in gruppo o in coppia, le persone accanto a te contano più della meta. Condividere la strada con chi ha i tuoi stessi valori può rendere un viaggio leggero e stimolante; al contrario, con la compagnia sbagliata anche il posto più bello del mondo rischia di pesarti. La qualità delle relazioni è parte del viaggio stesso.

Viaggia sereno

Nessun viaggio è davvero libero se viaggi con la paura che un imprevisto rovini tutto. Avere una buona assicurazione di viaggio significa darti il permesso di lasciarti andare, perché sai che sei coperto in caso di emergenze. Non è un dettaglio burocratico: è una forma di cura verso te stesso.

Ferra consiglia

Se vuoi approfondire questo tema, ti consiglio un libro che per me è stato illuminante:


📖 Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto


Un racconto che intreccia viaggio e crescita personale, perfetto da leggere in volo o davanti al mare. Ma attento: ti farà venire voglia di mollare tutto e partire (a me è successo così con il mio primo viaggio da solo!).

Insomma, che tu scelga un viaggio in gruppo o da solo, il punto non è dove vai, ma cosa lasci e cosa porti a casa.

Ogni viaggio diventa un pezzo della tua storia, un passo in più verso la versione di te che stai cercando.


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E ricordati una cosa importante: non sei sbagliata/o, a volte hai solo bisogno di un nuovo orizzonte davanti agli occhi. 🌍

Domande frequenti

Cosa cambia concretamente in un viaggio di gruppo rispetto a uno organizzato da soli?

Cambiano tre cose molto pratiche: non devi cercare hotel e biglietti, quindi il tempo che risparmi lo usi per vivere il posto; hai qualcuno accanto quando qualcosa va storto; e superi più facilmente le prime volte, come il primo tuffo con la maschera o lo street food più piccante. In più restano le amicizie nate durante i trasferimenti in bus, che spesso continuano anche dopo il rientro.

Come si affronta la prima partenza da soli se non l'hai mai fatto?

La mia prima volta è nata da un momento di stanchezza, verso la relazione e il lavoro che avevo: non è stato facile partire, ma è stata la decisione che ha cambiato tutto. Racconto quella prima partenza da solo per Bali in un video su YouTube: https://youtu.be/QfPV6itYe_0. Il consiglio pratico è partire senza un programma troppo rigido, perché la parte utile del viaggio in solitaria è proprio imparare a gestire gli imprevisti e a decidere senza chiedere il permesso a nessuno.

Perché a Bali, pur essendo in viaggio, non stavo bene?

Perché avevo cambiato posto ma non ritmo: intorno c'erano templi, risaie e tramonti, mentre dentro i pensieri correvano più veloci dei motorini sulle strade. È il motivo per cui un viaggio funziona sulla testa solo quando rallenti davvero: cambiare ambiente aiuta a staccare dai problemi quotidiani, i nuovi stimoli visivi e culturali stimolano la creatività e affrontare sfide lontano da casa rafforza l'autostima.

Quali accorgimenti concreti rendono un viaggio più sereno, in gruppo o da soli?

Quattro cose che uso sempre: un diario su cui scrivere poche righe la sera, così a distanza di tempo vedi quanto sei cambiato; non riempire la giornata di tappe e lasciarti un'ora libera su una panchina o in un caffè locale; un paio di cuffie antirumore per rendere vivibile un volo di 12 ore o una notte in ostello; e un'assicurazione di viaggio attiva, perché senza la paura dell'imprevisto ti lasci andare davvero.

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