Posso portare il drone in Cina? Sì, tranne a Pechino
Sì, il drone in Cina si porta: a Pechino no. Me l'hanno fermato all'aeroporto e ho dovuto spedirlo. Cosa succede davvero e dove si può volare.
Di Luca Ferraina — 8 Settembre 2026
Sì, il drone in Cina si può portare. È la risposta che cercavi ed è quella giusta, con una sola eccezione grossa: Pechino.
Nella capitale dal 1° maggio 2026 è vietato anche solo averlo in valigia, e questo vale pure se ci passi in transito. Nel resto del paese valgono le regole locali, in tanti posti si vola tranquillamente, e dove non si può di solito c'è scritto.
Lo so perché nell'estate del 2026 sono atterrato a Pechino con il drone nello zaino e all'uscita dell'aereo c'era un poliziotto che aspettava me.
Cosa mi è successo a Pechino
Volavo dall'Italia con Hainan Airlines, scalo a Shenzhen e poi Pechino. In valigia avevo un DJI Mini 3 Pro con il radiocomando ufficiale DJI, quello con il display integrato.
Il drone è stato individuato ai controlli di sicurezza dello scalo di Shenzhen. Mi hanno mandato alla polizia dell'aeroporto, che ha compilato un modulo in cui si dichiarava che ero in possesso di un drone, e poi ha avvisato la polizia di Pechino.
All'arrivo, appena uscito dall'aereo, c'era un agente ad aspettarmi. Parlava un ottimo inglese ed è stato gentilissimo. Mi ha accompagnato a ritirare il bagaglio e poi allo spedizioniere dell'aeroporto, dove il drone è stato imballato in un cartone con la plastica di protezione e spedito all'hotel della mia tappa successiva, a Chengdu.
Ha fatto da interprete con lo spedizioniere e ha telefonato all'hotel per avvisarli che sarebbe arrivato un pacco a mio nome. La spedizione è costata 20 RMB, circa 2,50 euro. Nessuna multa e nessun sequestro: il drone l'ho ritrovato a Chengdu.
Il video l'ho girato mentre succedeva.
Come è andata, in sei passaggi
- Volo dall'Italia con scalo a Shenzhen, drone in valigia.
- Ai controlli di sicurezza di Shenzhen il drone viene individuato.
- La polizia dell'aeroporto compila un modulo e avvisa Pechino.
- A Pechino un agente mi aspetta all'uscita dell'aereo.
- Mi accompagna a ritirare il bagaglio e allo spedizioniere.
- Il drone parte per l'hotel di Chengdu: 20 RMB, circa 2,50 €.
Tutto in meno di un'ora, zero multe.
Il mio drone pesava meno di 250 grammi
Questo è il punto che vale la pena sapere prima di partire. Su tutti i forum la risposta standard è "prendi un drone sotto i 250 grammi e sei a posto". Il DJI Mini 3 Pro con la batteria standard sta sotto i 250 grammi, è il modello nato apposta per stare sotto quella soglia, e a Pechino mi hanno fermato lo stesso.
Il motivo è semplice: a Pechino il divieto riguarda il possesso e il trasporto, quindi il peso non c'entra. Un drone da 249 grammi in valigia resta un drone in valigia.
Sulla registrazione, invece, le fonti si contraddicono: alcune dicono che sotto i 250 grammi si è esenti, la maggior parte dice che in Cina la soglia di peso non esiste e che va registrato tutto. Nel dubbio conviene ragionare come se servisse sempre.
Un dettaglio sul Mini 3 Pro che vale anche in Europa: con la batteria maggiorata, la Intelligent Flight Battery Plus, il peso supera i 249 grammi e cambi categoria.
Pechino: la regola, in due righe
Dal 1° maggio 2026 tutta la municipalità di Pechino è spazio aereo controllato. Oltre al volo sono vietate la vendita di droni in città, le consegne online a indirizzi di Pechino e il trasporto con qualunque mezzo: aereo, treno, autobus, auto. Gli scali e i transiti sono compresi, ed è esattamente il caso in cui sono finito io.
Le sanzioni previste vanno da 500 a 5.000 yuan per il solo trasporto e fino a 10.000 yuan per un volo non autorizzato. Dal gennaio 2026 è previsto anche il fermo amministrativo da 5 a 10 giorni.
La conclusione pratica è una sola: se Pechino è nel tuo itinerario, anche solo come scalo, o lasci il drone a casa o metti in conto di doverlo spedire.
Vale anche per la Grande Muraglia: i tratti di Pechino, come Mutianyu e Badaling, sono dentro il divieto. La foto di copertina l'ho scattata a Jinshanling, che è in Hebei, nella primavera del 2024, prima di queste regole. Quale tratto scegliere oggi e come arrivarci l'ho raccontato in come visitare la Grande Muraglia da Pechino.
Nel resto della Cina si vola
Fuori da Pechino il quadro cambia parecchio. Portare il drone in Cina è consentito, va dichiarato in dogana, e le batterie viaggiano nel bagaglio a mano come su qualsiasi volo. Sui voli interni cinesi su questo sono severi.
Poi valgono le regole locali, che cambiano da provincia a provincia e da sito a sito. In molti posti si vola senza problemi. Dove non si può, quasi sempre è segnalato: cartelli all'ingresso dei parchi, avvisi nei siti turistici, indicazioni all'entrata delle aree protette. La regola che uso io è banale e funziona: se c'è il cartello, il drone resta nello zaino.
I posti dove la risposta è no a prescindere sono quattro:
- Tutta Pechino.
- Le grandi città, che sono spazio aereo controllato e richiedono un'autorizzazione per ogni volo all'aperto.
- Le installazioni militari e le zone sensibili. Qui il discorso è serio e vale anche per le foto normali.
- Il Tibet e le aree di confine.
Ci sono poi i parchi nazionali con regolamenti propri, spesso più stretti di quelli nazionali. Le montagne di Avatar a Zhangjiajie sono l'esempio classico: è uno dei posti più fotogenici della Cina e il drone lì non lo alzi.
Cosa dice la legge sulla registrazione
Sulla carta ogni drone va registrato sul portale dell'aviazione civile cinese, uas.caac.gov.cn. Il portale è in cinese e per completare la procedura serve un numero di telefono cinese su cui ricevere la verifica. Ti chiedono il nome reale, il numero di serie del drone e un contatto valido; come straniero puoi usare il passaporto come documento, secondo la maggior parte delle fonti.
Il numero cinese è lo scoglio vero per chi è in vacanza. Qui devo essere chiaro su una cosa che vedo confondere spesso: una eSIM da viaggio non ti risolve questo problema, perché ti dà i dati ma non un numero cinese su cui ricevere gli SMS. Servirebbe una SIM locale intestata con documento, oppure un contatto in Cina che faccia la registrazione per te.
Un'ultima cosa da sapere: da maggio 2026 i droni registrati vanno sbloccati elettronicamente, altrimenti non decollano. E i DJI, appena li accendi in Cina, si aggiornano da soli caricando l'elenco delle zone vietate cinesi.
Dichiaralo prima che lo trovino loro
Questo è il consiglio che vale più di tutti gli altri messi insieme, e l'ho imparato facendo il contrario.
Già al banco del check-in in Italia conviene dire che hai un drone nel bagaglio. Non ti bloccano e non ti fanno storie, però parti con la cosa dichiarata invece che scoperta a metà strada.
Soprattutto, segnalalo tu ai controlli di sicurezza dell'aeroporto cinese dove fai scalo, specificando anche di che tipo di drone si tratta. Allo scanner lo vedono comunque, e arrivarci dicendolo cambia completamente il tono della conversazione.
Da lì metti in conto un passaggio dalla polizia dell'aeroporto. Con le restrizioni attuali è la prassi: fanno qualche domanda, compilano il modulo e si va avanti. Se la tua destinazione è Pechino il passaggio è praticamente certo, quindi tanto vale arrivarci preparato e con un po' di margine sull'orario.
Se ti fermano
Nel caso ti capitasse, questo è quello che ho imparato standoci dentro.
- Non nasconderlo e non discutere. Allo scanner lo vedono comunque, e il modulo che ti fanno firmare serve a segnalare il possesso, non è una denuncia a tuo carico.
- Chiedi di poterlo spedire invece di consegnarlo. A me è stato proposto direttamente, ma se non succede è la richiesta giusta da fare: il drone resta tuo e lo ritrovi alla tappa dopo.
- Abbi pronto l'indirizzo di dove spedirlo, possibilmente in caratteri cinesi. Se hai già la prenotazione dell'hotel successivo sul telefono, risolvi in cinque minuti.
- Metti in conto un'ora tra polizia, bagagli e spedizioniere. Se hai una coincidenza stretta o un treno prenotato, quell'ora non ce l'hai.
- Le batterie restano con te, nel bagaglio a mano. Quello che parte è il drone.
La cosa che non mi aspettavo è che siano stati gentili. L'agente di Pechino ha fatto da interprete e ha chiamato l'hotel per avvisarli. Con me è andata così, e non posso garantirti che vada uguale a tutti. Però vale la pena saperlo, perché la scena che uno si immagina prima è molto peggio di quella che ho vissuto.
Se il drone lo lasci a casa
Se decidi che non ne vale la pena, in Cina io giro con la action cam. Le riprese dall'alto non le fai, ma con la 360° e l'effetto bastone invisibile tiri fuori inquadrature che a occhio sembrano fatte con il drone. Quale uso e perché l'ho scritto nel confronto tra le action cam da viaggio.
Nelle città cinesi, dove per il drone servirebbe comunque un'autorizzazione, è la soluzione che mi lascia lavorare in pace.
Le altre cose da preparare prima di partire
Il drone è la questione più vistosa, ma non è quella che ti complica la giornata di arrivo.
La prima è internet. Appena atterri, senza una soluzione preparata da casa, non hai Google, non hai WhatsApp e non hai Gmail. Come lo risolvo l'ho spiegato nella guida alla eSIM per la Cina con VPN inclusa: serve per navigare, non per registrare il drone.
Poi ci sono i pagamenti. In Cina il contante è quasi sparito e le carte europee funzionano a singhiozzo, si vive di QR code, e la configurazione va fatta prima di partire. Trovi tutto in come pagare in Cina con Alipay e WeChat Pay.
Per gli spostamenti, tra treni ad alta velocità, metro e app che servono davvero, ho raccolto tutto in come muoversi in Cina.
E se ti stai chiedendo se tutta questa burocrazia renda la Cina un posto complicato o poco sicuro, la risposta con i dati sta in è sicuro viaggiare in Cina?. Ti anticipo che la mia esperienza con la polizia di Pechino, per quanto scomoda, è stata l'opposto di quello che ci si aspetta.
Sull'assicurazione non mi dilungo: in Cina una visita in ospedale privato si paga subito, e cosa deve coprire la polizza l'ho spiegato in assicurazione viaggio Cina.
Per il resto, quando andare zona per zona e quanto costa davvero un viaggio in Cina.
Se stai organizzando e hai un dubbio che qui non ho coperto, fammi sapere.