Salar de Uyuni: quando andare, che tour scegliere e cosa aspettarsi davvero
Quando andare al Salar de Uyuni per lo specchio d'acqua, quale tour scegliere, quanto costa davvero e cosa non è incluso nel prezzo.
Di Luca Ferraina — 31 Agosto 2026
Sul Salar de Uyuni ci sono due fotografie possibili, e non puoi averle tutte e due. C'è quella dello specchio: il sale coperto da un velo d'acqua che riflette il cielo in modo così perfetto che sparisce l'orizzonte e non capisci più dove finisce la terra. E c'è quella degli esagoni: la crosta asciutta spaccata in poligoni regolari fino a dove arriva l'occhio, con l'isola dei cactus in mezzo. Noi ci siamo andati a fine marzo 2025 e abbiamo visto lo specchio. L'Isla Incahuasi e gli esagoni non li abbiamo visti: erano sotto l'acqua.
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Comincio da qui perché è la decisione che devi prendere prima di tutte le altre, ed è quella di cui non parla quasi nessuno: si legge ovunque "vai nella stagione delle piogge per lo specchio", senza mai dire a cosa stai rinunciando.
Quando andare: lo specchio si paga
Il velo d'acqua sul salar c'è nella stagione delle piogge, e la finestra è abbastanza precisa.
- Da fine dicembre a metà marzo: acqua affidabile, riflessi al massimo. Gennaio e febbraio sono il picco assoluto.
- Inizio-metà marzo: ancora forte, ma con molta meno gente. I fotografi la considerano spesso la migliore quindicina dell'anno.
- Fine marzo: sulla carta è la transizione, con i riflessi a chiazze mentre riaprono le sezioni asciutte. Noi ci siamo andati a fine marzo, che è in piena finestra di transizione, e l'acqua era ancora abbastanza alta da coprire gli esagoni e tenere chiusa l'isola.
- Aprile: cala in fretta. Da maggio a novembre: niente specchio.
E adesso il rovescio, che è la parte che nessuno ti dice:
- l'Isla Incahuasi, l'isola coperta di cactus giganti in mezzo al sale, è normalmente chiusa da gennaio a marzo
- gli esagoni di sale restano sotto l'acqua
- ampie porzioni del salar diventano impraticabili
- i voli su Uyuni saltano più spesso
Quindi la domanda giusta non è "qual è il periodo migliore". È quale delle due foto vuoi portarti a casa.
Se vuoi lo specchio, vai fra gennaio e metà marzo e metti in conto di non vedere l'isola. Se vuoi gli esagoni, l'isola e la certezza di attraversare tutto, vai nella stagione secca. Se vuoi provare ad avere un po' di entrambi, la scommessa è fine marzo o inizio aprile: acqua residua per i riflessi e sezioni asciutte che riaprono. Ma è appunto una scommessa, non una garanzia — a noi a fine marzo ha dato solo lo specchio.
Il tour: quanti giorni, quanto costa, e cosa non è compreso
Noi abbiamo fatto il tre giorni e due notti, il circuito classico, con Flamingo Travels. Eravamo in quattro sul mezzo. Ci torneremmo: è stato molto bello e non ho niente da ridire né sull'organizzazione né sull'esperienza.
Il tour attraversa il salar e poi entra nella Reserva Nacional de Fauna Andina Eduardo Avaroa, la parte delle lagune colorate e dei geyser, di cui parlo più avanti.
Chi arriva dal Cile in genere parte da San Pedro de Atacama, da dove i tour di tre giorni attraversano l'altopiano e finiscono proprio qui.
I prezzi, per capire dove ti stai posizionando:
- un giorno: da 59 dollari in versione economica, 80-120 per la fascia media, come questa escursione con pranzo sul sale e tramonto
- tre giorni e due notti, il classico: da circa 150 dollari economico, 180-250 fascia media, 250-400 premium
- quattro giorni con arrivo a San Pedro de Atacama in Cile: 200-300 standard, 300-500 premium
E adesso la parte che quasi nessuno scrive: quello che non è compreso.
- l'ingresso alla Riserva Eduardo Avaroa, circa 150 bolivianos, quasi mai incluso
- il noleggio del sacco a pelo, 10-20 dollari
- le mance all'autista e alla cuoca, 50-100 bolivianos a testa
- i bagni lungo il percorso, che si pagano
Messi insieme sono 80-150 dollari in più del prezzo che ti hanno detto. Non è una fregatura, è come funziona: sapendolo prima però non ti scassa il budget a metà viaggio.
Un avvertimento da prendere sul serio. Le agenzie che battono il terminal dei bus alle sei e mezza del mattino sono quelle con i margini più sottili e meno da perdere: itinerari che cambiano dopo il pagamento e "guide che parlano inglese" che non lo parlano sono storie ricorrenti. E sotto i cinquanta dollari i conti non tornano — carburante, mezzo, cuoca e un salario decente non ci stanno dentro. Se un prezzo sembra troppo basso, lo sta pagando qualcun altro al posto tuo.
Le lagune: la parte che non ti aspetti
Se qualcuno ti dice che il Salar è la cosa più bella del tour, probabilmente non è ancora arrivato alla seconda giornata. Il percorso lascia il sale ed entra nella Reserva Nacional de Fauna Andina Eduardo Avaroa, e da lì in poi è un susseguirsi di lagune d'alta quota, ognuna di un colore diverso, con i fenicotteri dentro e i vulcani intorno.
Nella riserva vivono tre specie di fenicottero — andino, cileno e di James — e vederli in piedi nell'acqua a più di quattromila metri, con il vento che spacca, è una di quelle immagini che restano.
Laguna Colorada
La più famosa è la Laguna Colorada, ed è famosa per un motivo che si capisce solo quando ce l'hai davanti: l'acqua è rossa. Non rosata, rossa — dal rosa tenue al rosso profondo a seconda di quanto batte il sole e di quanto è calda l'acqua. Il colore viene dai sedimenti rossi del fondo e da un'alga, la Dunaliella salina, che prospera in quell'acqua salatissima. E in mezzo al rosso ci sono isole bianche di borace, che fanno un contrasto che sembra finto.
I numeri dicono quanto è strana: sta a 4.278 metri, occupa sessanta chilometri quadrati — dieci chilometri e mezzo per nove e mezzo — e ha una profondità media di trentacinque centimetri, con un massimo di un metro e mezzo. Un lago grande come una città in cui potresti quasi camminare.
È zona umida di importanza internazionale per la Convenzione di Ramsar dal 1990, ed è il posto dove i fenicotteri di James sono più numerosi.
L'hotel di sale, e il freddo che nessuno ti anticipa abbastanza
Si dorme in un hotel di sale: pareti di sale, pavimento di sale, i letti di sale. Come esperienza è particolare davvero, di quelle che restano.
Ma fa un freddo che non ti aspetti. Noi abbiamo dormito praticamente vestiti, dentro un sacco a pelo, e avevamo comunque freddo. È il contrasto che frega: di giorno sul salar puoi stare in maniche corte, e appena cala il sole la temperatura crolla, perché sei sopra i quattromila metri in un deserto.
Il consiglio, e vale più di qualsiasi lista di attrezzatura: vestiti a cipolla. Sul 4x4 lo spazio è poco, quindi non serve il piumino da spedizione: servono strati sottili che la notte puoi mettere tutti insieme. E se il sacco a pelo non è incluso, noleggialo: non è il punto su cui risparmiare.
Il cibo è buono e molto semplice, roba calda la sera, che è esattamente quello che vuoi.
Un avvertimento sull'altitudine
Durante il tour si dorme sopra i 4.000 metri, e Uyuni città sta già a 3.656. Se arrivi da La Paz sei in quota da giorni; se arrivi da altrove, questo è il punto in cui il mal di montagna si fa sentire.
A me è andata male sul serio, mentre a Patri non è successo niente, e non è una questione di allenamento: conta la velocità con cui sali e la quota a cui dormi. Il secondo e il terzo giorno del tour avevo ancora mal di testa nonostante il farmaco con acetazolamide che prendevo, e la notte a 4.400 metri, prima di dormire, mi sono attaccato alla bombola dell'ossigeno. Le Sorojchi Pills, le pastiglie più famose, agiscono sul mal di testa e non sull'acclimatazione.
Ne ho scritto per esteso, con le quote di tutte le tappe, i segnali per cui bisogna scendere subito e i farmaci, in mal di montagna in Perù e Bolivia.
Come arrivare a Uyuni
Noi ci siamo arrivati da La Paz. Le alternative sono il bus notturno, il volo interno — che si confronta bene su Skyscanner — oppure arrivare dal Cile con uno dei tour che fanno il percorso al contrario, partendo da San Pedro de Atacama.
Se stai costruendo l'itinerario completo, il resto della Bolivia — La Paz, Copacabana e il lago Titicaca, i soldi dopo la riforma del cambio — sta nella guida generale.
Domande frequenti sul Salar de Uyuni
Qual è il periodo migliore per vedere lo specchio d'acqua sul Salar de Uyuni?
Da fine dicembre a metà marzo, con gennaio e febbraio come picco. L'inizio di marzo offre riflessi ancora pieni con molta meno gente. Da maggio a novembre lo specchio non c'è.
Se vado nella stagione dello specchio, cosa non riesco a vedere?
L'Isla Incahuasi, l'isola dei cactus, è normalmente chiusa da gennaio a marzo, e gli esagoni di sale restano sotto l'acqua. Alcune porzioni del salar diventano impraticabili. È il compromesso da accettare in cambio dei riflessi.
Quanto costa un tour di tre giorni al Salar de Uyuni?
Si parte da circa 150 dollari per la versione economica, 180-250 per la fascia media e 250-400 per il premium. Vanno aggiunti 80-150 dollari di costi non inclusi: ingresso alla Riserva Eduardo Avaroa, noleggio del sacco a pelo e mance.
Cosa non è incluso nel prezzo del tour?
L'ingresso alla Riserva Eduardo Avaroa, circa 150 bolivianos, il noleggio del sacco a pelo, 10-20 dollari, le mance ad autista e cuoca, 50-100 bolivianos a testa, e i bagni lungo il percorso.
Perché la Laguna Colorada è rossa?
Il colore viene dai sedimenti rossi del fondo e dalla proliferazione di un'alga pigmentata, la Dunaliella salina, che vive in quell'acqua molto salata. La tonalità cambia dal rosa tenue al rosso profondo a seconda del sole e della temperatura. La laguna sta a 4.278 metri, ha una profondità media di appena 35 centimetri e ospita tre specie di fenicottero.
Fa freddo di notte nel tour del Salar de Uyuni?
Molto. Si dorme sopra i 4.000 metri e le temperature crollano appena tramonta il sole, anche quando di giorno fa caldo. Conviene vestirsi a strati e, se non è incluso, noleggiare un sacco a pelo.
Si può arrivare al Salar de Uyuni dal Cile?
Sì. Esistono tour di più giorni che collegano Uyuni e San Pedro de Atacama in entrambe le direzioni, con prezzi indicativi di 200-300 dollari nella versione standard.