Pagare in Argentina: il dólar blue è finito (e cosa fare adesso)

Come pagare in Argentina dopo la fine del cepo cambiario: carte, contanti, Western Union, cuevas e bancomat. Cosa conviene davvero oggi.

Di Luca Ferraina — 30 Agosto 2026

Obelisco di Buenos Aires

Patri me l'ha raccontato così. Prima del Covid, a Buenos Aires, entravi in una retrobottega su Calle Florida a cambiare i soldi. Dietro un giornalaio, una volta. In un negozio qualunque, un'altra: passi davanti al bancone, qualcuno ti fa un cenno, si apre una porta e sei in una stanza dove un signore conta banconote con una macchinetta. Non è un film: in Argentina lo facevano tutti, ed era il modo normale di procurarsi i pesos senza farsi mangiare metà del budget dal cambio ufficiale. Poi ci siamo tornati insieme, a marzo 2025, e poche settimane dopo che eravamo rientrati in Italia l'Argentina ha smesso di funzionare così. Se stai leggendo perché parti adesso, quella scena non ti serve più — e la parte fastidiosa è che quasi tutte le guide in italiano te la raccontano ancora come se nulla fosse cambiato.

Cosa è successo: la fine del cepo cambiario

Per anni l'Argentina ha avuto un cambio ufficiale tenuto artificialmente basso e un mercato parallelo, il famoso dólar blue, dove il dollaro valeva molto di più. Da lì nasceva tutto: portare contanti dall'Italia, cercare le cuevas, la fila alla Western Union. La differenza tra i due cambi arrivava a superare il 40%, che su tre settimane di viaggio significa centinaia di euro.

Ad aprile 2025 il governo ha eliminato il cepo cambiario. Da quel momento i cambi hanno cominciato a convergere e oggi stanno tutti dentro una forbice di pochi punti percentuali. Per darti gli ordini di grandezza rilevati nel corso del 2026: il cambio ufficiale si è mosso tra 1.350 e 1.460 pesos per dollaro, il blue tra 1.435 e 1.500, il MEP — quello che ricevono automaticamente le carte estere — tra 1.460 e 1.530, e il CCL usato da Western Union è stato rilevato intorno a 1.523.

Non prendere questi numeri come il cambio di oggi: in Argentina si muovono, ed è proprio per questo che più avanti ti spiego come controllarli in trenta secondi. Guarda invece la sostanza: il cambio migliore, o quasi, ce l'hai già in tasca. È la carta che hai nel portafoglio.

Sì, puoi cambiare in banca, e non è più un disastro

La domanda che mi fanno sempre: si può cambiare in banca o in una casa de cambio ufficiale? Sì. Banche e casas de cambio autorizzate cambiano al tasso ufficiale, che oggi resta il peggiore dei quattro. Ma "il peggiore" adesso significa qualche punto percentuale, non il 40% di una volta. Se atterri stanco e vuoi dei pesos in mano senza pensieri, cambiare ufficialmente non è più l'errore da principianti che era: è solo la scelta un po' cara.

Due paletti pratici che valgono ovunque: le casas de cambio non accettano banconote sotto i 20 dollari o i 20 euro, e le monete non le cambia nessuno, mai.

Western Union: conviene ancora? Sì, ma quasi mai vale la fila

La Western Union resta il posto dove il cambio è migliore, perché usa il CCL. Nelle rilevazioni del 2026 dava intorno a 1.523 pesos per dollaro contro i circa 1.490 delle carte. Fai però il conto su quello che ti serve davvero: su 500 dollari cambiati quella differenza vale circa undici dollari. Undici dollari per uscire dal programma della giornata, trovare un ufficio, fare la coda ed esporti con il contante in tasca.

Come funziona, se decidi di farlo: ti mandi i soldi da solo dall'app, con il tuo nome come mittente e come destinatario, e li ritiri a uno sportello in Argentina. Con carta di credito o debito l'invio è immediato; con bonifico bancario servono quattro o cinque giorni lavorativi, quindi non è una cosa da fare la sera prima di partire.

E qui c'è il dettaglio che nessuno ti dice, e che riguarda proprio la Patagonia. Nelle città piccole gli sportelli hanno un tetto intorno ai 200 dollari equivalenti, e le due località citate per nome sono El Calafate e Puerto Iguazú: due dei posti dove più probabilmente stai andando. Il limite mensile gira intorno ai 5.000 dollari, applicato in modo incostante. Tradotto: se conti di finanziare due settimane di Patagonia ritirando alla Western Union di El Calafate, hai un problema di aritmetica.

La regola dei tre secondi al POS, che vale più di tutto il resto

Dal 2022 le carte estere in Argentina ricevono il cambio MEP, vicinissimo al blue. È il motivo per cui pagare con la carta è passato dall'essere una punizione all'essere la scelta normale: in tutto il nostro viaggio non ci hanno rifiutato la carta nemmeno una volta.

Ma c'è un momento in cui puoi buttare via tutto il vantaggio, ed è quando il cameriere ti gira il POS e sullo schermo compare la domanda: vuoi pagare in pesos o in euro?

Scegli sempre pesos. Sempre. ARS. Se scegli euro o dollari la conversione non la fa più il tuo circuito: la fa la banca del negoziante, con il suo tasso, e quel tasso è sistematicamente peggiore. Si chiama dynamic currency conversion ed è progettata per farti sembrare una gentilezza quello che è un prelievo. Sono tre secondi di attenzione per ogni pagamento, moltiplicati per due settimane di cene, taxi ed escursioni.

Vuoi sapere che cambio ti stanno applicando davvero? Si controlla con il calcolatore di cambio Visa, e c'è un trucco nel modo di inserirlo: metti 1 ARS verso euro, mai il contrario, altrimenti l'arrotondamento restituisce un numero senza senso.

👉 Le carte che mostrano il cambio applicato in tempo reale, senza il ricarico della tua banca sopra al MEP: Revolut e Wise

Contanti: quanti portarne, e perché la banconota conta

Servono ancora contanti, ma per motivi pratici, non finanziari: mance, taxi, chioschi, il banchetto di empanadas senza POS. Duecento o quattrocento dollari per un viaggio lungo sono più che sufficienti.

Su cosa portare le fonti internazionali sono tutte d'accordo, e vanno contro quello che si diceva un tempo: dollari, non euro. Gli euro si cambiano ovunque — casas de cambio, Calle Florida, Western Union, perfino i supermercati Coto e gli sportelli in aeroporto — ma il dollaro resta lo standard e il riferimento di tutti i cambi.

E poi c'è la cosa che in Italia non scrive nessuno: non tutte le banconote da 100 dollari valgono uguale.

Sembra un dettaglio da maniaci e non lo è: sulla stessa cifra puoi perdere diversi punti percentuali solo perché la banconota ha viaggiato male dentro il portafoglio. Vai in banca in Italia e chiedi banconote da 100 nuove. È l'unico preparativo economico che ti serve davvero.

Le cuevas oggi: esistono ancora, ma il gioco non vale più la candela

Su Calle Florida gli arbolitos ci sono ancora — sono quelli che ti camminano accanto ripetendo "cambio, cambio, dólares" — e dietro di loro ci sono ancora le cuevas, gli uffici veri dove avviene lo scambio. Il mercato informale continua a esistere, come è sempre esistito, perché in Argentina ci sarà sempre domanda di contante non dichiarato.

Ma oggi il vantaggio è di due-cinque punti percentuali rispetto agli altri cambi. E contro quei pochi punti metti sulla bilancia il rischio numero uno, che non è la rapina: sono le banconote false infilate dentro una mazzetta grossa. Quando ti contano centinaia di migliaia di pesos in biglietti, controllarli davvero uno per uno è più difficile di quanto sembri, ed è esattamente lì che si gioca la truffa.

Se ci vai lo stesso: entra in un ufficio, non cambiare per strada, conta e controlla ogni banconota prima di uscire. E se hai contatti sul posto, in Argentina esiste anche la versione domestica della cosa, con qualcuno che viene a cambiarti i soldi direttamente a casa: è il modo in cui Patri lo faceva quando conosceva qualcuno.

Il bancomat: la risposta è no

Prelevare in Argentina con una carta estera è matematicamente sconveniente: 9-12 dollari di commissione fissa a prelievo, con un tetto per operazione tra i 50 e i 100 dollari equivalenti. Vuol dire pagare dieci dollari per averne cento: il dieci per cento. Non c'è cambio, blue o MEP, che recuperi una cosa del genere.

E adesso la parte in cui ti dico che l'abbiamo sbagliata noi

A marzo 2025, in Argentina, noi abbiamo prelevato al bancomat. Carta per tutto il resto, e contanti dallo sportello quando servivano. Ha funzionato, nel senso che i pesos li abbiamo avuti. Ma con i numeri sotto gli occhi è stata la strada più cara di tutte: ogni prelievo si portava via una decina di dollari di commissione su cifre piccole, perché più di cento dollari alla volta non te ne dà. Fossimo partiti con quattrocento dollari in contanti dall'Italia e avessimo cambiato lì, avremmo speso meno e perso meno tempo.

Lo scrivo perché è il consiglio che vale di più in tutta la pagina, e non me lo ha dato nessuno: il preparativo si fa in banca in Italia, prima di partire. Dopo, in Argentina, puoi solo scegliere fra opzioni più o meno care.

Il trucco del cambio, però, non è morto: si è spostato in Bolivia, dove fino a pochi mesi fa il divario tra ufficiale e parallelo era ancora enorme e oggi si sta chiudendo a sua volta. Come funziona adesso lo racconto nella guida su come organizzare un viaggio in Bolivia.

L'Argentina non è più economica

Questa la metto perché mi sembra scorretto non dirla. Il vantaggio del turista che aveva reso famosa l'Argentina si è quasi azzerato: il peso ha perso oltre il 50% sul dollaro, ma i prezzi interni hanno rincorso, e in valuta forte il paese è tornato caro. L'inflazione è scesa parecchio rispetto agli anni peggiori, ma "scesa" è relativo.

Ordini di grandezza utili per il budget: un caffellatte intorno ai 3 dollari, una cena per due con vino e dolce sui 50, il biglietto della metro meno di un dollaro, un taxi di 5 chilometri circa 6 dollari, un hotel quattro stelle intorno ai 125 dollari in alta stagione e ai 70 in bassa. Come budget indicativo, 45 dollari a persona al giorno è una base realistica. Fuori da Buenos Aires si scende un po'; in Patagonia si sale parecchio. Se il viaggio prosegue verso sud, trovi l'itinerario completo nella guida su cosa vedere in Patagonia e il parco nel dettaglio nella guida a Torres del Paine, e per la capitale nella guida su cosa vedere a Buenos Aires.

Il primo problema vero: atterri senza un peso in tasca

C'è un momento che nessuno mette in conto, ed è il primo. Atterri, sei stanco, non hai pesos, e davanti hai tre opzioni tutte mediocri: cambiare allo sportello dell'aeroporto, che è sistematicamente il cambio peggiore del paese; prelevare al bancomat pagando dieci dollari di commissione; oppure trattare con un taxi in dollari contanti a un cambio deciso da lui.

Il modo più semplice per non dover decidere niente a mezzanotte con le valigie in mano è avere il trasferimento già pagato in euro prima di partire, così dal nastro bagagli arrivi in albergo senza toccare un peso. Il giorno dopo, con calma e con la luce del sole, cambi come si deve.

👉 Transfer dall'aeroporto prenotato e pagato prima — copre sia Buenos Aires sia Santiago del Cile

Prima di partire: assicurazione e connessione

Due cose si risolvono in Italia e ti tolgono metà dei problemi. La prima è l'assicurazione: in un paese dove il bancomat costa dieci dollari a prelievo e giri con dei contanti addosso, la copertura per furto e smarrimento non è un dettaglio burocratico. Per un viaggio di due o tre settimane va bene una polizza classica, e ne ho confrontate due nell'articolo dedicato alle assicurazioni di viaggio; se invece parti per mesi, come capita spesso a chi fa il giro del Sud America, ha più senso una formula ad abbonamento mensile.

👉 Genki, la copertura ad abbonamento mensile — ha senso per i viaggi lunghi, non per due settimane

La seconda è la connessione. Per controllare il cambio del giorno, aprire l'app della banca e chiamare un Uber ti serve internet dal minuto in cui atterri, cioè prima ancora di avere pesos in tasca per comprare una SIM locale. Una eSIM attivata da casa risolve il problema mentre sei ancora sull'aereo.

La checklist, in ordine

Il terzo punto vale più del quinto e del sesto messi insieme.

Domande frequenti sui pagamenti in Argentina

Conviene ancora portare contanti in Argentina?

Sì, ma poco e per motivi pratici: 200-400 dollari per mance, taxi e piccoli esercizi senza POS. Non è più una strategia finanziaria, perché da quando è caduto il cepo cambiario il guadagno sul cambio informale è di pochi punti percentuali.

Meglio portare euro o dollari in Argentina?

Dollari. Gli euro si cambiano ovunque, ma il dollaro è la valuta di riferimento di tutti i cambi argentini, e le banconote da 100 dollari nuove e integre ottengono il tasso migliore.

Le carte italiane funzionano in Argentina?

Sì, Visa e Mastercard sono accettate praticamente ovunque e ricevono in automatico il cambio MEP. L'unica accortezza è scegliere sempre di pagare in pesos argentini, mai in euro.

Il dólar blue esiste ancora?

Sì, ma il vantaggio si è ridotto a due-cinque punti percentuali rispetto agli altri cambi. Continuerà a esistere perché c'è sempre domanda di contante non dichiarato, ma non è più un motivo per organizzare il viaggio intorno al contante.

Quanto costa prelevare al bancomat in Argentina?

Tra 9 e 12 dollari di commissione per ogni prelievo, con un tetto di 50-100 dollari a operazione. È il modo più caro in assoluto di procurarsi pesos.

La Western Union conviene ancora in Argentina?

Dà il cambio migliore, intorno ai 1.523 pesos per dollaro contro i circa 1.490 delle carte, ma la differenza raramente ripaga il tempo speso. E nelle località piccole come El Calafate e Puerto Iguazú il tetto per il ritiro è di circa 200 dollari.

Domande frequenti

Conviene ancora portare contanti in Argentina?

Sì, ma poco e per motivi pratici: 200-400 dollari per mance, taxi e piccoli esercizi senza POS. Non è più una strategia finanziaria, perché da quando è caduto il cepo cambiario il guadagno sul cambio informale è di pochi punti percentuali.

Meglio portare euro o dollari in Argentina?

Dollari. Gli euro si cambiano ovunque, ma il dollaro è la valuta di riferimento di tutti i cambi argentini, e le banconote da 100 dollari nuove e integre ottengono il tasso migliore.

Le carte italiane funzionano in Argentina?

Sì, Visa e Mastercard sono accettate praticamente ovunque e ricevono in automatico il cambio MEP. L'unica accortezza è scegliere sempre di pagare in pesos argentini, mai in euro.

Il dólar blue esiste ancora?

Sì, ma il vantaggio si è ridotto a due-cinque punti percentuali rispetto agli altri cambi. Continuerà a esistere perché c'è sempre domanda di contante non dichiarato, ma non è più un motivo per organizzare il viaggio intorno al contante.

Quanto costa prelevare al bancomat in Argentina?

Tra 9 e 12 dollari di commissione per ogni prelievo, con un tetto di 50-100 dollari a operazione. È il modo più caro in assoluto di procurarsi pesos.

La Western Union conviene ancora in Argentina?

Dà il cambio migliore, intorno ai 1.523 pesos per dollaro contro i circa 1.490 delle carte, ma la differenza raramente ripaga il tempo speso. E nelle località piccole come El Calafate e Puerto Iguazú il tetto per il ritiro è di circa 200 dollari.

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